domenica 28 settembre 2008
sabato 27 settembre 2008
Nuovi Appuntamenti! Jam Antirazzista a Cernusco


Il "Comitato per non dimenticare Abba e per fermare il razzismo" non si ferma qui:

- Giovedì 25 settembre ore 21 presso la sede di Africa 80 - Via Videmari 22 Cernusco, si terrà la riunione del Comitato per discutere di nuove proposte e organizzarsi in vista di prossime iniziative.
- Sabato 27 settembre dalle ore 15 alle Gescal di Cernusco davanti al Murales "ABBA VIVE" si terrà una Jam (campetto di via Don Milani).
Un pomeriggio all'insegna di musica hip hop, arte, un momento di incontro per esprimersi liberamente dando spazio alla creatività, per fare in modo che l'accaduto non cada nel dimenticatoio in pochi giorni, come purtroppo è solito in questi casi e per continuare come è stato fatto fino ad ora a ricordare Abba attraverso la lotta al razzismo.
Invitiamo tutti, giovani e non, a parteciparvi numerosi.
venerdì 26 settembre 2008
Se passate da via Zuretti...
Via Zuretti.
Non è lontana dalla Stazione Centrale nella quale, negli anni '50, arrivavano a migliaia le valigie di cartone degli allora migranti - nostri nonni o nostri padri- proveniente dalle zone più povere d'Italia.
Ed è vicina anche alla via Gluck dove, ormai da tempo, al posto dell'erba ora c'è una città, come recitava la famosa canzone.
Andateci, in via Zuretti.
Scoprirete anche lì cemento e cemento. Ma non solo.
In un angolo, quasi in fondo alla via, troverete dei mazzi di fiori, tanti fiori.
E in mezzo ai petali, una moltitudine di bigliettini scritti a penna e col cuore da persone di ogni età.
Sono messaggi di scuse e d'amore rivolti a quel ragazzo che sorride nelle foto attaccate alla parete.
Lì, di fronte a quelle foto, ci troverete anche gente che si ferma piangendo e altra che, quasi per rispetto, si allontana frettolosamente con gli occhi lucidi.
E se guardate attentamente il marciapiede, vedrete ancora del sangue per terra.
Capirete allora il senso della pietà e del dolore e il senso della vergogna e dell'orrore per una violenza bestiale frutto di un odio razziale fomentato e iniettato ad arte, giorno dopo giorno, da un potere che vuol fare apparire il diverso come il problema e il nemico principale per questo paese.
Pur che questo diverso sia povero, naturalmente.
Se andate in via Zuretti portateci i vostri figli e fate vedere loro come oggi, nel 2008, muore un fiore, nel pieno della sua vita, ucciso dall'indifferenza e dall'ignoranza.
Gabriele Calvanelli
Non è lontana dalla Stazione Centrale nella quale, negli anni '50, arrivavano a migliaia le valigie di cartone degli allora migranti - nostri nonni o nostri padri- proveniente dalle zone più povere d'Italia.
Ed è vicina anche alla via Gluck dove, ormai da tempo, al posto dell'erba ora c'è una città, come recitava la famosa canzone.
Andateci, in via Zuretti.
Scoprirete anche lì cemento e cemento. Ma non solo.
In un angolo, quasi in fondo alla via, troverete dei mazzi di fiori, tanti fiori.
E in mezzo ai petali, una moltitudine di bigliettini scritti a penna e col cuore da persone di ogni età.
Sono messaggi di scuse e d'amore rivolti a quel ragazzo che sorride nelle foto attaccate alla parete.
Lì, di fronte a quelle foto, ci troverete anche gente che si ferma piangendo e altra che, quasi per rispetto, si allontana frettolosamente con gli occhi lucidi.
E se guardate attentamente il marciapiede, vedrete ancora del sangue per terra.
Capirete allora il senso della pietà e del dolore e il senso della vergogna e dell'orrore per una violenza bestiale frutto di un odio razziale fomentato e iniettato ad arte, giorno dopo giorno, da un potere che vuol fare apparire il diverso come il problema e il nemico principale per questo paese.
Pur che questo diverso sia povero, naturalmente.
Se andate in via Zuretti portateci i vostri figli e fate vedere loro come oggi, nel 2008, muore un fiore, nel pieno della sua vita, ucciso dall'indifferenza e dall'ignoranza.
Gabriele Calvanelli
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